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Screening rapido
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Se ti chiedi se l'ADHD riguardi te o tuo figlio, uno screening breve basato su questionari validati ti aiuta a mettere ordine nelle osservazioni prima di parlarne con il medico o il pediatra.
L'ADHD non è un DSA, ma i due disturbi si incontrano spesso nello stesso bambino. Entrambi sono disturbi del neurosviluppo: i DSA colpiscono abilità precise come leggere, scrivere o calcolare, l'ADHD riguarda la regolazione di attenzione, impulsività e movimento. Per ripartire dalle basi, trovi una guida su che cos'è l'ADHD.
Screening rapido
Se ti chiedi se l'ADHD riguardi te o tuo figlio, uno screening breve basato su questionari validati ti aiuta a mettere ordine nelle osservazioni prima di parlarne con il medico o il pediatra.
No: la legge 8 ottobre 2010 n. 170 riconosce come disturbi specifici dell'apprendimento solo dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia, e l'ADHD non compare nell'elenco.
Nella scuola italiana l'ADHD rientra di norma nei Bisogni Educativi Speciali (Direttiva ministeriale 27 dicembre 2012). Le situazioni possibili sono tre:
Per i quadri più complessi esistono altre tutele, legate al riconoscimento dello stato di handicap.

I DSA toccano una singola abilità scolastica in un bambino con intelligenza nella norma; l'ADHD riguarda la capacità di regolare attenzione e comportamento in tutti i contesti. Vediamo come si manifestano concretamente.
La dislessia rende lenta la lettura, la disortografia porta a errori sistematici di scrittura, la disgrafia riguarda il gesto grafico e la discalculia il calcolo. Secondo la Consensus Conference sui DSA (ISS, 2011), dislessia e disortografia non si diagnosticano prima della fine della seconda primaria, la discalculia non prima della fine della terza.
L'ADHD poggia su tre nuclei, disattenzione, iperattività e impulsività, legati a fragilità delle funzioni esecutive e dell'autoregolazione. I segnali compaiono prima dei 12 anni, a scuola come a casa. Il bambino può leggere bene ma perdere il filo dopo poche righe, alzarsi o dimenticare le consegne.
Un criterio pratico aiuta: il DSA resiste anche quando il bambino è concentrato, l'ADHD varia con la fatica e l'interesse.
| Aspetto | ADHD | DSA |
|---|---|---|
| Nucleo | Attenzione, impulsività | Lettura, scrittura, calcolo |
| A scuola | Compiti a metà, distrazione | Lettura lenta, errori costanti |
| Contesti | Tutti | Soprattutto lo studio |
| Norma | Cornice BES | Legge 170/2010 |
| Intervento | Psicoeducazione, parent training, eventuale farmaco | Strumenti compensativi, potenziamento |
Secondo le stime della letteratura italiana, tra il 25% e il 40% dei bambini con ADHD ha anche un DSA (rivista SINPIA, Gagliano, 2007). Distinguere i due disturbi, infatti, non significa che si escludano.
La Consensus Conference dell'Istituto Superiore di Sanità (2011) indica l'ADHD tra i disturbi più spesso associati ai DSA. Gli alunni con DSA certificato sono quasi il 6% della popolazione scolastica, circa 350.000 (dati del Ministero dell'Istruzione e del Merito riportati da Tuttoscuola), mentre per l'ADHD le stime oscillano tra l'1% e il 3% dei minori.
Sommati, i due disturbi pesano di più sul rendimento e l'uno può mascherare l'altro. Tre segnali meritano attenzione:
Caso tipo: Luca, 9 anni, quarta primaria. Certificato per dislessia, usa la sintesi vocale ma lascia ancora le verifiche a metà, anche in palestra perde il filo. Si chiede una valutazione sull'ipotesi ADHD.
Con una certificazione DSA la scuola predispone un Piano Didattico Personalizzato con strumenti compensativi e misure dispensative; per l'ADHD il piano resta facoltativo. La distinzione, quindi, determina anche gli strumenti attivabili.
Nel primo caso il PDP discende dalla certificazione rilasciata secondo l'Accordo Stato-Regioni del 25 luglio 2012; nel secondo è il consiglio di classe a deliberarlo. In comorbidità conviene un unico piano con:
Caso tipo: Sara, docente di matematica in prima media. Per un alunno con discalculia e ADHD usa calcolatrice e schede di una pagina: in un quadrimestre le verifiche complete passano da due su cinque a quattro su cinque.
Il primo passo è parlarne con il pediatra di libera scelta, che può indirizzare alla neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (NPIA) della ASL. Quando emergono i segnali descritti, serve una valutazione multidisciplinare che esplori entrambe le ipotesi; le associazioni AID e AIFA offrono materiali per le famiglie.
La certificazione DSA è rilasciata dal SSN o da soggetti accreditati dalle Regioni. Prima della visita, un questionario di autovalutazione aiuta a ordinare le osservazioni:
Spesso sì. Aiutano una diagnosi tempestiva e l'alleanza tra famiglia e docenti.
Il DSM-5 descrive tre presentazioni: prevalentemente disattenta, prevalentemente iperattiva e impulsiva, combinata. Può cambiare con la crescita.
Sì, spesso dopo la diagnosi di un figlio, rivolgendosi ai servizi del SSN.
Nota: questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non sostituisce il parere di un medico, di uno psichiatra o di uno psicologo. Un test online non è una diagnosi.
Fonti: Legge 8 ottobre 2010 n. 170; Direttiva ministeriale 27 dicembre 2012 (BES); Accordo Stato-Regioni 25 luglio 2012; Istituto Superiore di Sanità, Consensus Conference sui DSA (2011); American Psychiatric Association, DSM-5-TR (2022); Gagliano et al., Giornale di Neuropsichiatria dell'Età Evolutiva, SINPIA (2007). Aggiornato a ottobre 2026.