ADHD e sostegno a scuola: quando spetta l'insegnante e come ottenerlo

Un alunno con ADHD può avere l'insegnante di sostegno, ma solo se viene accertata una condizione di disabilità ai sensi della legge 104/1992. La diagnosi rilasciata dal neuropsichiatra, da sola, apre la strada ai Bisogni Educativi Speciali e al piano didattico personalizzato, non alle ore di sostegno. Molte famiglie lo scoprono a metà anno, quando i docenti chiedono «più aiuto» e la ASL risponde che il bambino «non ne ha diritto»: entrambe le cose possono essere vere, perché dipendono da documenti diversi. Questa guida è scritta per i genitori: spiega in quali casi il sostegno diventa realistico, come si chiede la certificazione, chi decide le ore, che differenza c'è tra PEI e PDP e cosa fare se le ore assegnate non bastano. Se ti serve prima un ripasso su sintomi e presentazioni, parti da che cos'è l'ADHD.

In breve

  • Il sostegno dipende dall'impatto del disturbo su apprendimento, relazioni e autonomia, accertato da una commissione.
  • La domanda parte dalla famiglia e passa per un certificato medico trasmesso all'INPS.
  • Le ore le propone il GLO nel PEI; le risorse arrivano dall'Ufficio scolastico regionale.
  • Senza certificazione resta il PDP, deciso dal consiglio di classe e senza ore aggiuntive.
  • Se le ore effettive sono meno di quelle previste dal PEI, la giurisprudenza riconosce tutela alla famiglia.

Chi ha l'ADHD ha diritto all'insegnante di sostegno?

Il diritto al sostegno non nasce dall'etichetta diagnostica ma dall'impatto del disturbo: conta quanto l'ADHD limita apprendimento, relazioni e autonomia nella vita scolastica. Due bambini con la stessa diagnosi possono quindi avere esiti opposti.

Diagnosi e certificazione: due documenti diversi

La diagnosi clinica è la relazione con cui uno specialista (neuropsichiatra infantile, psicologo dell'età evolutiva, servizio di NPIA della ASL) descrive il disturbo e il suo profilo. Serve alla scuola per conoscere l'alunno e, secondo la Direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012, colloca l'ADHD tra i disturbi evolutivi specifici dell'area BES.

La certificazione per l'inclusione scolastica è un'altra cosa: è l'esito di un accertamento collegiale che riconosce la condizione di disabilità prevista dall'articolo 3 della legge 104. È questo verbale, e non la relazione dello specialista privato, che consente alla scuola di chiedere il docente di sostegno. Per la differenza tra comma 1 e comma 3 e per i permessi lavorativi dei genitori c'è un approfondimento dedicato.

I quadri in cui il sostegno diventa realistico

La stessa Direttiva BES del 2012 riconosce che, nei casi più gravi o associati ad altri disturbi, l'ADHD può richiedere la certificazione di disabilità. Nella pratica le commissioni guardano con più attenzione a queste situazioni:

  • ADHD di forma grave, con crisi comportamentali frequenti che impediscono di restare in classe;
  • comorbidità con disturbo oppositivo provocatorio, disturbo dello spettro autistico, disturbi del linguaggio o disabilità intellettiva;
  • presenza di DSA che, sommati all'ADHD, rendono la frequenza molto faticosa;
  • difficoltà marcate di autonomia personale (pasti, spostamenti, sicurezza).

Un ADHD lieve, ben compensato con un piano personalizzato, difficilmente porta a una certificazione.

ADHD e sostegno a scuola: certificazione, PEI e PDP a confronto
Infografica: il percorso verso il sostegno e l'alternativa senza certificazione.

Come si ottiene la certificazione per il sostegno

La certificazione per l'inclusione scolastica si ottiene con un accertamento collegiale avviato dalla famiglia, non con una relazione privata. Se il quadro sembra rientrare nella 104, è questo il passo successivo, e conviene prepararlo con i documenti giusti.

I passaggi, dal neuropsichiatra alla scuola

Il D.Lgs. 66/2017, all'articolo 5, prevede che per i minori l'accertamento sia svolto dalle commissioni mediche della legge 104 integrate da un medico specialista in pediatria o in neuropsichiatria infantile. Il percorso, in sintesi:

  1. Relazione clinica aggiornata del neuropsichiatra o del servizio di NPIA, con diagnosi, test effettuati e descrizione del funzionamento a scuola e a casa.
  2. Certificato medico introduttivo compilato dal pediatra o da un medico abilitato e trasmesso per via telematica all'INPS.
  3. Domanda all'INPS entro i termini indicati, direttamente o tramite un patronato.
  4. Visita in commissione, portando relazioni, verifiche scolastiche e osservazioni dei docenti.
  5. Consegna del verbale alla scuola da parte della famiglia, insieme agli altri documenti sanitari richiesti.

Se sei ancora prima della diagnosi e vuoi mettere in ordine le osservazioni da portare al pediatra, puoi usare lo screening per bambini del nostro sito: si comincia gratis e senza registrazione e si può ripetere, mentre il bilancio finale arriva via email. Resta un primo orientamento, non una valutazione clinica.

Profilo di funzionamento e riforma in corso

Dopo l'accertamento, l'unità di valutazione multidisciplinare del Servizio sanitario nazionale redige il profilo di funzionamento, con la partecipazione dei genitori: descrive cosa l'alunno riesce a fare e di quali supporti ha bisogno, ed è la base del PEI. Nella fase di transizione alcune scuole ricevono ancora la diagnosi funzionale prevista dalle regole precedenti.

Il procedimento sta cambiando con il D.Lgs. 62/2024, che introduce una valutazione di base affidata all'INPS. La sperimentazione è partita il 1° gennaio 2025 in nove province ed è stata estesa per fasi, secondo le comunicazioni INPS tra il 2025 e il 2026. Prima di presentare la domanda conviene quindi verificare sul sito INPS quale procedura vale nella propria provincia.

PEI, GLO e ore di sostegno: chi decide cosa

Le ore di sostegno non le decide il singolo insegnante né la famiglia: il GLO indica il fabbisogno nel PEI e l'Ufficio scolastico regionale assegna le risorse. Con il verbale consegnato alla scuola, dunque, comincia la parte scolastica del percorso.

Il GLO e il PEI

Il Gruppo di lavoro operativo per l'inclusione (D.Lgs. 66/2017, art. 9 comma 10, come modificato dal D.Lgs. 96/2019) riunisce il consiglio di classe o il team dei docenti contitolari, i genitori, le figure professionali che seguono l'alunno dentro e fuori la scuola, con il supporto dell'unità di valutazione multidisciplinare. Alle superiori partecipa anche lo studente.

Il Piano Educativo Individualizzato, regolato dall'art. 7, segue il modello nazionale del D.I. 182/2020, aggiornato dal D.I. 153/2023. Contiene obiettivi educativi e didattici, modalità di verifica, interventi sul contesto della classe e la quantificazione delle risorse necessarie.

Come si arriva al numero di ore

Le scadenze da segnare in calendario sono due: il PEI provvisorio entro il 30 giugno, per chi ha una certificazione nuova, e il PEI definitivo entro il 31 ottobre. La catena decisionale è questa:

  • il GLO propone nel PEI il fabbisogno di ore di sostegno;
  • il dirigente scolastico, sulla base dei PEI dell'istituto, invia la richiesta complessiva di posti all'USR (art. 10 del D.Lgs. 66/2017);
  • l'USR assegna i posti, anche in deroga quando serve.

Caso tipo: Tommaso, 9 anni, quarta primaria. ADHD combinato con disturbo oppositivo, certificato a marzo. A giugno il GLO redige il PEI provvisorio e propone 11 ore settimanali di sostegno più un educatore per mensa e intervallo, i momenti in cui le crisi erano più frequenti. A ottobre il PEI definitivo conferma la proposta dopo un mese di osservazione. Le cifre sono un esempio: ogni GLO le stabilisce sul singolo caso.

PEI o PDP? Le differenze per un alunno con ADHD

Il PEI presuppone la certificazione di disabilità e può prevedere il sostegno; il PDP riguarda i BES senza certificazione e non porta ore aggiuntive. Non tutte le famiglie arrivano al PEI, e per molti alunni con ADHD lo strumento più adatto resta il secondo. La tabella mette a confronto i due documenti.

AspettoPEIPDP
PresuppostoCertificazione di disabilità (legge 104/1992)Diagnosi o osservazione di un bisogno educativo speciale
Chi lo redigeGLO, con famiglia e specialistiConsiglio di classe o team docenti
QuandoProvvisorio entro il 30 giugno, definitivo entro il 31 ottobreDi norma nel primo periodo dell'anno
RisorseDocente di sostegno, eventuale assistenteNessuna ora aggiuntiva
ObiettiviPossono essere personalizzati o differenziatiRestano quelli della classe
RiferimentoD.Lgs. 66/2017 e D.I. 182/2020Direttiva 27/12/2012, nota MIUR 2563/2013

Senza 104: BES e PDP

Per l'alunno con ADHD non certificato il PDP non scatta in automatico. La nota MIUR 2563 del 22 novembre 2013 chiede alla scuola di decidere se formalizzarlo e di motivare la scelta. La famiglia può quindi consegnare la diagnosi, chiedere per iscritto che il consiglio di classe valuti un piano e ottenere una risposta verbalizzata. Dentro il PDP trovano posto misure dispensative, tempi più lunghi e verifiche adattate; per le strategie in classe c'è una guida a parte.

Educatore e assistente all'autonomia: una figura diversa

L'assistente all'autonomia e alla comunicazione non è un docente: lo fornisce l'ente locale e affianca l'alunno nei bisogni pratici e relazionali. Accanto al docente di sostegno, il PEI può quindi indicare anche questa seconda risorsa.

La base è l'articolo 13, comma 3, della legge 104, che pone a carico degli enti locali l'assistenza per l'autonomia e la comunicazione personale. Il dirigente scolastico, sempre sulla base dei PEI, trasmette la richiesta al Comune o all'ente competente. Per un alunno con ADHD questa figura è utile soprattutto:

  • nei momenti non strutturati, dalle uscite didattiche ai cambi d'aula;
  • nella gestione delle crisi comportamentali, quando serve un adulto che accompagni fuori dall'aula;
  • nel lavoro sulle abilità sociali con i compagni.

Le ore dell'educatore non si sommano a quelle del docente di sostegno e dipendono dal bilancio dell'ente locale.

Ore di sostegno insufficienti: cosa possono fare i genitori

Se le ore effettivamente assegnate sono inferiori a quelle scritte nel PEI, la famiglia può chiedere chiarimenti alla scuola e, se serve, rivolgersi al giudice. È il problema più segnalato dalle famiglie a inizio anno, ed è utile conoscere i passaggi prima di arrivarci.

Prima tentare la via della scuola

Molte situazioni si risolvono senza tribunale, purché ogni passaggio resti documentato:

  • chiedere una copia del PEI e del verbale del GLO con il fabbisogno indicato;
  • inviare al dirigente scolastico una richiesta scritta (PEC o protocollo) che segnali la differenza tra ore previste e ore assegnate;
  • chiedere la convocazione del GLO per una verifica.

Tribunale o TAR: dipende da cosa si contesta

La Corte costituzionale, con la sentenza 80/2010, ha dichiarato illegittimo un tetto rigido ai posti di sostegno che impediva le deroghe per gli alunni con disabilità grave. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione, con l'ordinanza 25101/2019, hanno poi chiarito che le ore fissate nel PEI vanno garantite: ridurle senza ridurre in proporzione l'offerta per gli altri alunni può costituire discriminazione indiretta, e la tutela spetta al giudice ordinario. Il ricorso contro la fase precedente, cioè la determinazione delle misure prima che il PEI sia definito, può invece spettare al giudice amministrativo (TAR).

Caso tipo: Sara, 12 anni, prima media. ADHD con disturbo del linguaggio, PEI definitivo approvato a ottobre con 9 ore settimanali di sostegno indicate dal GLO. A novembre le ore effettive sono 6. I genitori scrivono al dirigente via PEC allegando il verbale del GLO; dopo la seconda richiesta l'istituto ottiene un posto in deroga e le ore tornano a 9 a gennaio. Anche qui i numeri sono illustrativi.

La scelta della strada dipende dal caso concreto: conviene farsi assistere da un avvocato esperto di diritto scolastico o da un'associazione di famiglie, che spesso offre una prima consulenza.

Domande frequenti su ADHD e sostegno

Oltre alla scuola, cosa spetta a un bambino con ADHD?

Dipende dal riconoscimento ottenuto. Se l'accertamento riconosce difficoltà persistenti, un minore che frequenta la scuola può avere l'indennità di frequenza, un sostegno economico dell'invalidità civile distinto dalla 104. Requisiti e importi cambiano ogni anno.

La certificazione per il sostegno vale per sempre?

No. Il verbale può indicare una data di revisione e, nell'età evolutiva, il quadro cambia con la crescita. Anche il PEI viene verificato in corso d'anno e rivisto alla fine: un alunno che migliora può passare a un PDP.

Il docente di sostegno segue solo mio figlio?

Formalmente no. L'articolo 13, comma 6, della legge 104 attribuisce ai docenti di sostegno la contitolarità della classe: lavorano con tutto il gruppo e partecipano alle valutazioni di tutti, pur con un'attenzione specifica all'alunno certificato.

I genitori possono non consegnare la certificazione?

Sì. La consegna alla scuola è una scelta della famiglia. Senza il verbale la scuola non può però attivare né il PEI né il sostegno, e l'alunno resta nel percorso BES.

Nota: le informazioni di questa pagina servono a orientarsi; per il singolo caso fanno fede il neuropsichiatra infantile, i servizi della ASL o un legale. Un questionario online non è una diagnosi.

Fonti verificate dalla redazione di TestADHD.it: legge 5 febbraio 1992 n. 104 (artt. 3 e 13); D.Lgs. 13 aprile 2017 n. 66 (artt. 5, 7, 9, 10) come modificato dal D.Lgs. 7 agosto 2019 n. 96; D.I. 182/2020 e D.I. 153/2023; D.Lgs. 3 maggio 2024 n. 62 e comunicazioni INPS sulla sperimentazione; Direttiva ministeriale 27 dicembre 2012; nota MIUR 2563 del 22 novembre 2013; Corte costituzionale sentenza 80/2010; Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ordinanza 25101/2019 (testi consultabili su Normattiva e sui siti di MIM e INPS). Aggiornato a ottobre 2026.